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Non come è morto, ma come viveva...Così di una vita il valore va dato...

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Il rito funebre è l'espressione di una collettività che ha saputo individuare una forma per manifestare la perdita dei suoi membri.

Gli antropologi culturali hanno rilevato che non esiste una società che non abbia elaborato una qualche forma più o meno originale di congedo sociale dai defunti. Uno dei primi gesti dell’uomo preistorico di fronte all'ineluttabilità della morte fu una naturale e spontanea ideazione dei riti funerari. A differenza delle altre specie, l’essere umano prova a cercare una spiegazione, a dare un significato alla morte e alla separazione dalle persone che fanno parte del proprio nucleo. Questi uomini si interrogarono sul senso della morte e disegnarono forme per dire addio a colui che partiva e per rallegrare coloro che restavano.

Una cerimonia di commiato civile non è per chi parte ma per chi resta.
Chi non ha una fede religiosa particolarmente spiccata solitamente lascia detto ai propri cari di non volere nulla quando muore.
Non tutti desiderano una celebrazione, e una cerimonia laica nasce unicamente se chi rimane sente l’esigenza di condividere con altri un momento di estremo dolore, senza alcun obbligo a svolgerla che sia imposto dall’alto.
Un rito di addio rimarca il fatto che l’avvenimento in questione cambierà la nostra vita, che dopo non saremo più gli stessi. L’evento va dunque elaborato simbolicamente, per facilitarne l’accettazione.
Per dire addio, bisogna adottare una nuova prospettiva di fronte al passato e al futuro, cambiare tutto ciò che prima era abituale e sostituirlo con qualcosa di nuovo, qualcosa che non abbiamo ancora costruito.
L’addio implica anche la consapevolezza di dover accettare la sofferenza e di elaborarla.

Molto spesso c’è la tendenza ad associare il termine cerimonia a rito religioso.
Eppure non è la religiosità ad essere necessaria, ma la ritualità intesa come massima espressione della socialità.
La realizzazione di un rito di addio può essere in qualche misura curativa, perché permette di guardare in faccia la perdita, di prenderne consapevolezza e rappresenta un primo passo verso l’accettazione. Inoltre, contribuisce a riunire i legami famigliari che potrebbero essersi sciolti nel corso della vita.

Una cerimonia rende solenne un momento particolare della propria vita.
Per questa sua funzione nel rituale funebre laico occorre identificare alcuni semplici momenti prestabiliti all’interno della sequenza degli atti e delle parole della cerimonia, per condurre i presenti verso lo scioglimento graduale delle emozioni, per ritornare in chiusura, alla vita quotidiana.